Storia

 

FERRO BATTUTO

L’arte del ferro battuto nel Salento si riaccende, dopo un periodo di lungo torpore, durante lo stile Liberty.
Al ferro, per la sua resistenza e per il suo carattere decorativo, si affida il compito di abbellire la casa e la città.
Nei secoli XVI e nel XVII, quando si affermarono il Rococò ed il Barocco, gli abili artigiani di questo settore seppero creare, nei loro laboratori, incredibili decori e cesellature che abbellirono tantissimi palazzi.
Usando il martello e la forgia, mezzi di lavoro antichissimi, gli artigiani realizzano ancora oggi candelieri, lampadari, testate di letti, grate, balaustre, ringhiere, inferriate e cancellate, complementi d’arredo e soprammobili: la particolare bellezza e l’originalità, l’unicità di ogni oggetto che Vi proponiamo sono dovuti alla passione e alla grande cura per i dettagli che i vari artigiani dedicano alla sua realizzazione.

 

RICICLO CREATIVO

Abbiamo conosciuto, tra gli altri, un artista-artigiano molto abile e fantasioso che ha una grande passione: il mare.
Fin da giovanissimo ha passato molto tempo sulla spiaggia in compagnia di questo straordinario elemento, raccogliendo e conservando gelosamente quanto il mare dopo una mareggiata depositava.
Le conchiglie, i paguri, i sassi e ogni altra cosa che gli piaceva veniva portata a casa e “trasformata” con pazienza certosina, utilizzando pochi semplici attrezzi e una sfrenata fantasia perché lui sa vedere “oltre”.
Gli oggetti che Vi proponiamo hanno caratteristiche diverse: alcuni sono simpatici e accattivanti (“Il Nonno” “Il Dottore”, “La Massaia”, “Il Thailandese”), altri sono un poetico e delicato inno alla bellezza ( “Il Castello Incantato”, “La Fanciulla nel Bosco”, “La Danzatrice Giapponese”), altri rammentano antiche e spaventose creature mitologiche (“Il Mostro”), altri ancora affascinano per l’abilità e la maestria con cui è stata cristallizzata una movenza (“Il Guerriero Medievale”, “Il Gufo”, “Il Condor”).
Ritenendo che all’arte del “riciclo creativo” debba essere riconosciuto il suo meritato valore, sottoponiamo alla Vostra attenta visione la magia e la raffinatezza di questi oggetti da collezione unici e irripetibili.

 
LA TERRACOTTA

La lavorazione della Terracotta è una delle arti più antiche del Salento tipica dei nostri paesi situati nelle zone dove si estrae l’argilla. L’arte di lavorare questo straordinario elemento si perde nella notte dei tempi, intorno al III millennio a.c., come possiamo riscontrare visitando uno dei tanti musei del Salento, dove è possibile ammirare infiniti reperti archeologici risalenti anche a questa data remota.
Numerosi sono i ritrovamenti durante gli scavi archeologici di trozzelle messapiche e anfore e anche di oggetti appartenenti al periodo greco.
La manifattura antica ha prodotto soprattutto un numero considerevole di vasi di tutte le forme e dimensioni. Per la raccolta dell’acqua dalle fontane, compito che spettava alle donne, veniva usato l’Ummile, una brocca di dimensioni modeste e con due manici per facilitare il trasporto sul capo. Tra i recipienti più grandi, troviamo la Fiasca, un fiasco rudimentale con un solo braccio e ricoperto da un involucro di vimini; i Menzoni, che servivano per conservare l’olio; le Capase, in terracotta smaltata, erano destinate a conservare gli alimenti (fichi secchi, legumi, farina); le Pignate, piccoli contenitori che servivano e servono ancora e cuocere i legumi vicino alla brace del camino; infine i Limmuni impiegati per il bucato e per preparare le conserve per l’inverno.
Accanto ai recipienti e agli oggetti di uso domestico, col passare dei secoli la produzione di Terrecotte del Salento si è arricchita di tanti altri piccoli oggetti come fischietti, campanelle e personaggi, i Pupi per i presepi.
La lavorazione, tramandata di generazione in generazione, prevede la preparazione di pagnottelle di creta di varie dimensioni che poi vengono lavorate al tornio. Una volta ultimato, il manufatto viene esposto al sole e poi infornato a 800°-900° C. Si possono ottenere diversi risultati che vanno dalla terracotta alla maiolica, dal gres alla porcellana in base all’impasto di argilla usato, al grado di cottura e al tipo di rivestimento.
In passato la lavorazione della terracotta era diffusa un po’ in tutto il Salento: piatti, scodelle, pignate e vasi si producevano da Nardò a Gallipoli, da Cutrofiano a Ruffano, questi ultimi tuttora importanti centri di lavorazione.
In questi ultimi anni si è affermata la lavorazione di oggetti per la casa e il giardino: veri e propri complementi d’arredo raffinati ed eleganti. Si è anche sviluppata la lavorazione delle formelle di maiolica o ceramica che si sta imponendo sempre più come elemento di pregio architettonico; esse sono come una tela vuota per l’ispirazione di un pittore e conferiscono agli ambienti un particolarissimo tocco di stile: ogni singolo tassello diventa una parte di un’immagine ben più complessa e articolata, oppure di una serie simmetrica e ordinata. Oltre ai decori moderni, gli artigiani di oggi non disdegnano il passato e riprendono i motivi e le decorazioni della tradizione locale o italiana.

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